Gusci

    

Fotografia digitale, 75x35cm, 2014

 

 

Il corpo è il guscio che racconta le nostre fratture dell’anima.
 

L’esterno fisico riesce a rappresentare solo in parte i movimenti interiori; 
nonostante questo i nostri traumi e fratture, oltre a condizionare il vivere, 
riescono a riflettersi nell’aspetto. A differenza di un corpo inanimato, è più 
difficile cogliere la “rottura” di un essere umano. 

Piccoli segni, macchie, cambiamenti; il volto esterna, modificandosi con il 
tempo, il carico emotivo presente e passato. 
Come un libro della memoria scritto in un linguaggio diverso dal nostro, 
dove l’occhio rappresenta il punto più profondo ed enigmatico.


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The body is the shell that illustrates our soul’s fractures.

The physical appearance is able to 
represent only a part of the internal movements but our traumas and 
fractures can reflect the influence of the world surrounding us, 
furthermore they can condition the way we live.
Compared to an inanimate body, it’s much more difficult to grasp the 
“rupture” in a human being.

Small signs, spots, changes; the face express, by modifying itself 
through time, the emotional weight of the past and the present, just 
like a book of memories written in a different language, in which the 
eye represents the most profound and enigmatic subject.

 

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